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A5 | Perché i video devono essere brevi – ovvero il principio della segmentazione

Il carico cognitivo intrinseco deriva dal livello di difficoltà di un argomento e dalle conoscenze pregresse. Quando gli studenti si trovano di fronte a molti concetti nuovi, ma dispongono di poche conoscenze pregresse, il carico cognitivo intrinseco aumenta.

In questo caso, il principio della segmentazione ci aiuta a ottimizzare il carico cognitivo intrinseco: le persone imparano meglio con i contenuti multimediali se questi vengono presentati in segmenti adatti all’apprendimento.

Questo principio spiega anche perché diversi video brevi sono migliori per l’apprendimento rispetto a un unico video lungo. I video sono fantastici per imparare, ma presentano un grande svantaggio rispetto ai testi: bisogna guardarli in modo lineare. Con i testi non è così. Di norma, i testi hanno diversi punti di riferimento visivi che ci aiutano a orientare la nostra attenzione. Tra questi vi sono titoli, sottotitoli, grafici, immagini con didascalie, testo in grassetto, riquadri e molti altri elementi. Possiamo prima dare una scorsa al testo e poi leggere più attentamente le parti che hanno attirato la nostra attenzione.

Quando guardiamo un video, non abbiamo questa autonomia di orientare la nostra attenzione in modo selettivo. Quello che possiamo fare, però, è suddividere i video lunghi in parti più brevi. L’ideale è prestare attenzione, già in fase di pianificazione o di stesura della sceneggiatura, a realizzare video il più possibile brevi e a dare a ciascuno un titolo significativo. Se ci riesci, aiuterai gli studenti a gestire la loro attenzione, soprattutto quando vorranno rivedere un argomento.

Il principio della segmentazione non vale solo per i video, ma anche per la lettura di testi, l’ascolto di conferenze o la risoluzione di compiti.