Leggi queste 4 affermazione di due amici Tim e Andi, riflettici e infine autonomamente e vai alle domande finali.
Affermazione 1
Se osserviamo gli studi che analizzano dove e come impariamo nel corso della vita, vediamo che i dati possono variare leggermente, ma il modello a cui faccio riferimento indica che:
- circa il 70% di ciò che impariamo deriva dall’esperienza diretta, dal cosiddetto learning on the job, cioè dall’affrontare concretamente sfide nel lavoro e nella vita quotidiana;
- circa il 20% delle competenze viene acquisito attraverso l’apprendimento dagli altri, ad esempio tramite coaching, confronto, scambio di idee o discussioni;
- solo il 10% deriva dall’apprendimento formale, come corsi, programmi di formazione, percorsi di studio, e-learning e simili.
È interessante notare che spesso l’apprendimento basato sull’esperienza è possibile solo dopo aver acquisito una base attraverso l’apprendimento formale.
Per questo motivo, anche se il 10% può sembrare una quota ridotta, non significa affatto che sia poco importante. Le competenze acquisite formalmente costituiscono infatti la base per un apprendimento continuo che prosegue nel tempo.
Quando parliamo di apprendimento ci riferiamo quindi a tutte e tre queste dimensioni, perché, ad esempio, anche in un percorso di formazione per insegnanti tutti questi aspetti sono rilevanti.
Piano di apprendimento personale
Quali competenze possiedo nella gestione del mio percorso di apprendimento? So quali sono i miei obiettivi personali di apprendimento?Rifletto regolarmente su questi obiettivi?
Nelle situazioni di apprendimento formale, come un percorso di studio, questo può essere particolarmente impegnativo, perché spesso devo imparare contenuti che non corrispondono necessariamente ai miei obiettivi personali.
La domanda interessante diventa quindi:
- Come posso affrontare questa situazione?
- Cosa posso fare affinché questi contenuti diventino almeno in parte anche miei obiettivi?
Organizzazione dell’apprendimento nella vita quotidiana
Sono in grado di organizzare la mia quotidianità in modo da rendere possibile l’apprendimento?Quali routine ho introdotto nella mia giornata, nella mia settimana, nel mio mese o nel mio semestre che favoriscono concretamente i processi di apprendimento?Sto progettando tutto questo in modo consapevole?
Mentalità e atteggiamento verso l’apprendimento
Un altro aspetto fondamentale riguarda il mindset.
Mi sento capace di affrontare nuove sfide? Mi considero una persona che continua a imparare? Oppure penso di aver già imparato tutto ciò che serve? Ho fiducia nella mia capacità di acquisire nuove conoscenze e competenze? Questa riflessione sull’atteggiamento di base verso l’apprendimento la passo ora volentieri a Tom.
Affermazione 2
L’apprendimento formale rappresenterebbe soltanto il 10% di tutto ciò che impariamo. Questo mi ha fatto pensare a un MOOC che ho seguito l’anno scorso. Il corso portava il titolo piuttosto ambizioso di “Leaders of Learning” e, nonostante il nome altisonante, ne ho tratto alcune riflessioni davvero interessanti.
La prima parte riguardava soprattutto la propria concezione dell’apprendimento e, all’inizio, era necessario effettuare un’autovalutazione. Nell’analisi dei risultati venivano distinti quattro quadranti:
- istituzionale vs aperto;
- individuale vs collettivo.
Ad esempio, il quadrante istituzionale-individuale si riferisce all’apprendimento scolastico tradizionale, organizzato per discipline e accompagnato da valutazioni. Il quadrante istituzionale-collettivo, invece, comprende attività come l’educazione sportiva o musicale, il consiglio di classe, le escursioni e altre esperienze in cui non sono tanto le competenze disciplinari a essere al centro, quanto piuttosto la costruzione di valori condivisi.
A questi si contrappone l’apprendimento aperto, che nel corso veniva definito anche apprendimento distribuito. Sul piano individuale si tratta dell’apprendimento autodidatta, ad esempio attraverso videotutorial. Nel quadrante aperto-collettivo, invece, si parla di apprendimento all’interno di comunità e reti di persone che condividono interessi e obiettivi comuni.
Mi sono reso conto che, ironicamente, per tutta la mia vita ho operato soprattutto nel contesto istituzionale. Come insegnante e oggi anche come docente universitario, sono fortemente orientato verso l’apprendimento formale e strutturato. Tuttavia, personalmente sento una chiara attrazione verso l’apprendimento aperto, ed è proprio lì che riesco a esprimermi al meglio.
Da un lato seguo con grande intensità i miei interessi personali e li approfondisco in modo autodidatta. Le forme istituzionali di apprendimento spesso mi fanno sentire limitato e troppo guidato. Certamente sono sempre riuscito ad adattarmi e ad avere successo anche in questi contesti, ma il vero piacere di imparare l’ho sempre trovato nella dimensione aperta e individuale.
Allo stesso tempo, mi accorgo che imparare insieme agli altri mi motiva enormemente. Per questo cerco regolarmente esperienze come i Learning Circles, gruppi in cui ogni partecipante condivide i propri obiettivi di apprendimento e si confronta con gli altri. Lo stesso vale per le intervisioni e le partnership di apprendimento.
La domanda che mi interessa maggiormente è: quali sono le condizioni che rendono possibile un apprendimento efficace?
Nel mio caso ho scoperto che ho bisogno di tempo e di tranquillità. Tra una riunione e l’altra, ad esempio, non riesco a entrare nello stato di concentrazione profonda (flow). Mi è difficile focalizzarmi su qualcosa di nuovo e dedicargli tutta la mia attenzione.
Questo porta inevitabilmente a una domanda importante: cosa significa tutto ciò per il sistema scolastico basato su lezioni di 45 minuti? E cosa implica per l’università? È davvero possibile imparare in modo efficace in un ambiente scandito da tempi così rigidi?
Affermazione 3
Ci sono 2 condizioni fondamentali per imprare: il tempo e la tranquillità. Anche per il mio apprendimento attuale devo riservare consapevolmente del tempo specifico, esattamente come faccio per altre attività importanti. In pratica, questo significa che nella mia agenda e nel mio calendario cerco di pianificare ogni settimana degli appuntamenti fissi dedicati ai miei obiettivi di apprendimento.
A volte questi momenti sono molto strutturati e orientati a obiettivi precisi; altre volte sono più spontanei e un po’ caotici. Entrambe le modalità hanno il loro valore. Ciò che conta è riservare intenzionalmente questi spazi temporali, proprio come faccio per lo sport, la meditazione, i corsi di formazione continua o le attività con gli studenti.
Su questo punto sono completamente d’accordo con te.
Un altro aspetto che per me è estremamente importante è la cooperazione nell’apprendimento.
Cerco infatti di non affrontare i percorsi di apprendimento completamente da solo, ma insieme ad altre persone. Un esempio è il mio e-portfolio, o portfolio di sviluppo personale, nel quale sei collegato anche tu insieme ad altre persone.
I feedback, le riflessioni, le critiche costruttive e gli stimoli che ricevo attraverso questo strumento sono per me incredibilmente preziosi. Mi aiutano a comprendere che non sono solo nel mio percorso di apprendimento.
Trovo inoltre molto utili le reti di apprendimento di ogni tipo, nelle quali ci incontriamo di persona oppure online per confrontarci sui nostri obiettivi e sui nostri progetti di crescita.
Attualmente partecipo a una di queste reti presso la Scuola universitaria pedagogica di Sciaffusa (Pädagogische Hochschule Schaffhausen). A intervalli regolari ci incontriamo come comunità di apprendimento e ci sosteniamo reciprocamente nei nostri progetti e nelle nostre sfide.
Anche tu, del resto, partecipi a un formato simile con il Picts Circle, un’iniziativa che, tra l’altro, può essere frequentata anche individualmente.
Queste esperienze mi mostrano continuamente quanto l’apprendimento sia arricchito dal confronto con gli altri. Le idee altrui, le domande critiche e le prospettive diverse ampliano il nostro orizzonte e spesso ci aiutano a vedere aspetti che da soli non avremmo notato.
Affermazione 4
L’idea del «prima l’apprendimento», secondo cui all’inizio di un incontro una persona offre uno spunto di riflessione sull’apprendimento o prova direttamente un metodo con il team, mi ha colpito molto.
Mi auguro che questa idea prenda piede nel mondo dell’istruzione! Proprio perché mette l’apprendimento al centro e ci ricorda continuamente che, in quanto docenti, siamo sempre anche discenti. Invece, nei corsi di formazione continua riscontro spesso una certa mentalità consumistica. L’aspettativa che le conoscenze, o meglio ancora le competenze, vengano servite su un piatto d’argento e possano così essere interiorizzate con estrema facilità. Questo però non funziona, perché l’apprendimento implica sempre uscire dalla propria zona di comfort. Per essere un modello di riferimento per gli studenti e poterli accompagnare in modo credibile nel loro processo di apprendimento, dobbiamo continuamente affrontare noi stessi dei processi di apprendimento e mettere in discussione la nostra mentalità.
Condividi le tue conoscenze tramite podcast, LinkedIn e Instagram. Io stesso sono un ascoltatore appassionato del vostro podcast. Sono presente anche sui social media, ma in modo molto passivo e, quando lo faccio, solo tramite commenti sui post altrui. Faccio fatica a espormi di fronte a questa massa per me inconcepibile e mi costa troppo tempo ed energia scrivere post con cui riesco a identificarmi. È interessante notare che non ho alcuna difficoltà a pubblicare contenuti su siti web e piattaforme video. Forse mi lascio semplicemente influenzare troppo da questi modelli educativi
È interessante notare che non ho alcuna difficoltà a pubblicare contenuti su siti web e piattaforme video. Forse mi lascio semplicemente abbagliare troppo da questi influencer nel campo dell’istruzione, oppure temo eventuali commenti negativi da parte di persone che non conosco affatto.
Quando condivido le mie conoscenze, immagino il pubblico di riferimento: come devo strutturare il contenuto affinché risulti intuitivo? Quanto contesto è necessario per poter utilizzare i contenuti in modo produttivo? I materiali didattici da soli sono spesso poco utili se non si conosce il quadro metodologico-didattico.
Riflessione
- Quali affermazioni ti sembrano sorprendenti e nuove?
- Cosa coincide con le tue esperienze? Cosa percepisci in modo diverso?
- Come hai vissuto finora l’apprendimento scolastico? Cosa ha funzionato e cosa no?
- Quali sono per te le condizioni necessarie affinché l’apprendimento abbia successo? Cosa ti motiva?
Nelle attività che seguono potrai approfondire il tema del tuo percorso di apprendimento, dell’apprendimento in gruppo e della condivisione delle conoscenze.