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Rimanere in salute con lo smartphone e i social media

I dispositivi mobili e i social media caratterizzano la nostra vita quotidiana: negli studi, nel lavoro e nel tempo libero. Offrono numerose possibilità, ma possono anche causare stress e tensioni. Tra i rischi figurano la reperibilità costante, la pressione dell’accelerazione o la sensazione di dover essere sempre online. Un uso consapevole dei media può aiutare a ridurre al minimo i rischi per la salute.
Questo articolo è rivolto a persone che desiderano interagire con i media in modo più autonomo, consapevole e sano. Fornisce informazioni di base e invita a riflettere sul proprio comportamento nei confronti dei media e a modificarlo.

Persona in difficoltà che si tiene la testa tra le mani e fissa il telefono, riflettendo le sfide moderne e le difficoltà emotive dell'era digitale.
Immagine: Adobe Stock

In breve da ascoltare

Sempre raggiungibile?

Molti conoscono questa situazione: appena si mette da parte il cellulare, lampeggia già il prossimo messaggio. Un’amica scrive qualcosa su un esame, nella chat di gruppo ci sono nuovi meme e, nel frattempo, arrivano anche messaggi dalla chat del gruppo di studio e dalla chat di famiglia. Essere sempre raggiungibili spesso sembra pratico, perché non si vuole e non si deve perdere nulla. Allo stesso tempo, però, è difficile staccare davvero la spina o concentrarsi. Anche durante le pause dallo studio si prende automaticamente in mano lo smartphone. In questo modo i confini tra tempo libero, studio e lavoro diventano sfumati. Un breve momento di tranquillità senza cellulare diventa quasi una rarità.

Con lo smartphone portiamo sempre con noi il nostro ufficio o i nostri studi, anche nei fine settimana, anche in vacanza.

Prima della diffusione di Internet e degli smartphone, era relativamente facile per le persone staccarsi dalla propria formazione o dal proprio lavoro. Oggi molti hanno le e-mail e il calendario relativi al lavoro e alla formazione sul cellulare. In questo modo si porta sempre con sé l’ufficio o lo studio. Poiché smartphone, cellulari e tablet sono sempre a portata di mano, capita spesso di leggere e rispondere alle e-mail anche la sera, nei fine settimana o persino in vacanza. Ciò contribuisce all’accelerazione generale della comunicazione. Per favorire il riposo e la salute ed evitare lo stress e il burnout, è utile pianificare periodi di tempo più lunghi in cui la mente possa riposare e non riflettere né occuparsi di questioni lavorative.

Può essere utile parlare con amici, colleghi e superiori, sia in ambito professionale che privato, dei propri desideri e delle proprie aspettative in merito ai canali di comunicazione, alla frequenza delle risposte e alle forme di comunicazione, e concordare, ad esempio, di comunicare principalmente tramite e-mail e di rispondere entro due o tre giorni. In questo modo si evita di creare pressione e stress quando, oltre alla casella di posta elettronica, è necessario controllare più volte al giorno anche applicazioni come WhatsApp, Telegram, Signal o Teams. Liberarsi dall’idea di dover rispondere immediatamente può essere di grande sollievo.

Il peso dei social media

Una studentessa sta scorrendo Instagram e si sofferma su una foto. Mostra un gruppo di conoscenti che hanno scattato un selfie dell’amicizia mentre mangiano sotto le palme in una località turistica del sud. Il sole splende, tutto sembra felice e conviviale. Alla fine del post si sono già accumulati molti «Mi piace» e commenti positivi. L’utente di Instagram prova un senso di disagio: «Perché io sono qui sotto la pioggia e gli altri sono insieme e si divertono? Perché non mi hanno chiesto di andare con loro?» Quasi tutti conoscono situazioni e sentimenti simili. Come affrontarli?

È come essere circondati, una volta, da migliaia di «bellezze di paese», con una metafora.

I confronti sociali possono rendere insoddisfatti. Sui social media, le altre persone sembrano spesso più belle, più ricche o più popolari. In passato, le persone si confrontavano principalmente con quelle del proprio ambiente locale, ad esempio con la «bella o il bello del paese». Oggi online vediamo innumerevoli immagini perfette di bellezze che spesso non sono reali, ma idealizzate attraverso pose, filtri, ritocchi o intelligenza artificiale.

Il confronto costante con modelli apparentemente perfetti può portare a insoddisfazione per il proprio aspetto fisico. Ciò può influire negativamente sull’autostima. In questo contesto può nascere una pressione all’auto-ottimizzazione, che il filosofo Wilhelm Schmid definisce nel suo libro «Unglücklich sein» (Essere infelici) (1) come «stress da felicità». Vale la pena riflettere su come le persone possano stressarsi con continui confronti estetici. È come essere circondati da centinaia di migliaia di «bellezze di paese».

Una conseguenza potrebbe essere quella di esporsi meno ai confronti sociali, ad esempio utilizzando meno i social media, non seguendo determinate persone, disattivando app come TikTok o almeno disattivando la funzione push. Un’altra possibilità sarebbe quella di rendersi conto, ogni volta che li utilizziamo, che vediamo sempre e solo il lato positivo delle cose. Solo ciò che è bello viene fotografato o filmato, e spesso viene ulteriormente ottimizzato con mezzi analogici, digitali o basati sull’intelligenza artificiale.

Come usare lo smartphone

Esistono modi specifici di utilizzare i media che favoriscono la salute? Ecco dieci semplici misure da adottare nell’uso dello smartphone:

  • Non portare il cellulare in camera da letto durante la notte e non portarlo a letto.
  • Quando si mangia e si beve con altre persone, evitare consapevolmente di appoggiare il cellulare sul tavolo, ma lasciarlo in tasca.
  • Indossare consapevolmente un orologio da polso, in modo da non dover guardare il cellulare per controllare l’ora ed evitare un uso successivo non necessario.
  • Disattivare la funzione push delle e-mail e di altre app.
  • Utilizzare l’app «one sec», che ogni volta che si apre un’app di social media crea un ritardo che stimola a fare un respiro profondo e a riflettere.
  • Utilizzare consapevolmente la posta elettronica solo sul computer e non sul cellulare.
  • «Fare pulizia» sui social media: seguire solo le persone e le istituzioni che rappresentano un vero arricchimento (ad esempio, «rimuovere dagli amici» le influencer di bellezza per ridurre al minimo i confronti sociali negativi).
  • Quando guardate un film in TV o al computer, rinunciate al cellulare come secondo schermo (per concentrarvi completamente su una cosa e alleggerire il cervello).
  • Abbonarsi consapevolmente a offerte mediatiche che influenzano positivamente il proprio sviluppo, ad esempio offerte relative a salute, arte di vivere, creatività o riduzione dello stress.
  • Discutere e negoziare con i propri interlocutori quale tipo di reperibilità si desidera e con quale frequenza ci si può aspettare una risposta.

Magari potresti scegliere due o tre di queste idee e provarle nelle prossime settimane? Troverai altre idee nella pubblicazione Life Skills con i media. (2)

Essere consapevoli significa assumere un atteggiamento concentrato sul presente e il più possibile privo di giudizi.

La fotografia consapevole (3) è un esempio di utilizzo dei media con un potenziale di consapevolezza e rallentamento. Consapevolezza significa assumere un atteggiamento focalizzato sul presente e il più possibile non giudicante. Quando si scatta una foto, l’obiettivo è quello di catturare il momento (oltre il presente) e ottenere un risultato esteticamente gradevole (giudizio di valore). Tuttavia, è anche possibile utilizzare la fotografia per sviluppare una percezione consapevole. A seconda del progetto, l’attenzione può essere focalizzata sul processo o sul prodotto. Esempi di progetti fotografici legati alla consapevolezza:

  • Passeggiate fotografiche esplorative su un tema a scelta, ad esempio il colore «blu», i riflessi, le ombre, le tracce, i «non luoghi».
  • Guardare e rappresentare un oggetto in modo diverso dal solito (ad esempio da molto vicino con la funzione macro) o da una nuova prospettiva, dall’alto, dal basso).
  • Realizzare progetti di «Land Art» e documentarli fotograficamente.
  • Osservare un oggetto o un luogo per un periodo di tempo prolungato (ad es. un bosco nel corso delle stagioni, una foglia che si decompone, una casa in costruzione, semi di crescione sulla terra).
  • Sperimentare con la sfocatura da movimento (muovere la fotocamera mentre si scatta o muovere l’oggetto davanti alla fotocamera, cfr. foto all’inizio dell’articolo).
Documentazione fotografica di semplici progetti di land art (Foto: Peter Holzwarth)
Bildexperiment mit Bewegungsunschärfe (Bild: Peter Holzwarth)

Documentazione fotografica di semplici progetti di land art (Immagine: Peter Holzwarth)

Esperimento fotografico con sfocatura di movimento (Immagine: Peter Holzwarth)

Utilizzare lo smartphone per favorire lo sviluppo

Un fenomeno ben noto: durante la giornata si sono avuti molti incontri piacevoli con altre persone, compresi feedback positivi sul lavoro. Ma ciò che rimane impresso nella memoria prima di addormentarsi è quell’unica osservazione «stupida». Come si può affrontare una situazione del genere?

Quando si è in attesa – sull’autobus, sul tram, sul treno o in coda – si potrebbe anche scegliere consapevolmente di non guardare i contenuti dei social media, ma di annotare nella funzione taccuino dello smartphone le cose che hanno arricchito la giornata, ad esempio una conversazione con un amico, un piacevole momento davanti a un caffè, un bel feedback, un gatto che si è accarezzato. Questo rituale di gratitudine e apprezzamento può diventare un’abitudine quotidiana per concentrare consapevolmente l’attenzione sugli aspetti positivi. Quando si tratta di prendere coscienza delle cose positive, è importante concentrarsi sui piccoli aspetti, non solo sugli eventi «grandi» e rari come ad esempio l’imminente promozione.

Con un rituale di questo tipo è possibile allenarsi ad apprezzare la bellezza nella vita quotidiana. Perché è importante acquisire questa consapevolezza? Spesso si sostiene che, dal punto di vista dell’evoluzione, l’uomo sia orientato ad anticipare gli aspetti negativi. I nostri antenati sono sopravvissuti perché erano preparati agli attacchi di animali selvatici o di gruppi ostili. Dal punto di vista odierno, questo orientamento verso il negativo può essere un ostacolo. Quando riceviamo feedback sia positivi che negativi, spesso ricordiamo più a lungo e più intensamente quelli negativi. È possibile contrastare attivamente questa tendenza.

Concentrazione!

In che modo i dispositivi mobili e i social media influenzano la nostra società? Nessuno conosce la risposta esatta. Siamo tutti parte di un «grande esperimento». Tuttavia, possiamo osservare consapevolmente: come utilizzo il mio smartphone, le mie app, i miei account sui social media? Quali effetti ha questo sulla mia vita quotidiana, sulla mia concentrazione, sul mio benessere e sulle mie relazioni? Se osserviamo criticamente il nostro utilizzo dei media dall’esterno e poi lo modifichiamo in modo più consapevole, possiamo migliorare la nostra qualità di vita e ridurre lo stress.

Un suggerimento finale: nel suo libro Verbunden, Anna Miller (4) fornisce idee pratiche su come lavorare in modo più concentrato (pag. 280-305). Un punto importante è quello di pianificare e dare priorità alle fasi di «deep work», ovvero al lavoro che richiede molta attenzione e concentrazione. Questi momenti non dovrebbero essere interrotti continuamente da attività di «shallow work», come rispondere alle e-mail o svolgere piccoli compiti di routine.

Autore: Peter Holzwarth, PHZH

14.1.26

Approfondimento

  1. Schmid, Wilhelm (2012). Essere infelici: un incoraggiamento. Berlino: Insel Verlag.
  2. Holzwarth, Peter (2022). Life Skills con i media – Idee progettuali per l’autostima e le competenze di vita. Monaco: Kopaed (pp. 133-135).  
  3. Holzwarth, Peter (2022), Life Skills con i media – Idee progettuali per l’autostima e le competenze di vita. Monaco: Kopaed (pp. 178–179)
  4. Miller, Anna (2023): Connected: come ritrovare spazio per le cose che ti stanno davvero a cuore nell’era digitale. Berlino: Ullstein. Questa guida informativa offre molti spunti di riflessione e idee concrete da mettere in pratica nella vita quotidiana con le applicazioni digitali.

Per approfondimenti:

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